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Nel Medioevo il fortilizio fu più volte distrutto e riedificato durante le lotte fra le famiglie gentilizie di Milano, Pavia e Piacenza. All'inizio del '600 l'ultimo discendente dei Beccaria di Pieve del Cairo, Aureliano, lasciò per disposizione testamentaria il fortilizio con 6000 pertiche di terreno alla Congregazione dei Barnabiti che, nei due secoli di permanenza, fecero di Montù un centro educativo e culturale di ottima qualità. Con Napoleone, nel 1802, la Congregazione fu soppressa e i Barnabiti espropriati dei benefici ecclesiastici. Abbattuta la chiesa di Sant'Aureliano, costruita dai Padri, il monastero, edificato sull'area del fortilizio demolito, fu venduto a un privato, Eugenio Vercesi. Montù raggiunse il culmine del suo sviluppo alla fine dell'800, anche per l'appartenenza al collegio elettorale di Agostino Depretis, Presidente del Consiglio dei Ministri.
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